Ultime dal sito

Maggio 2017
Due nuovi articoli interessanti: uno sull'evoluzione di due cognomi di Bussolengo,
ed uno sul Saponificio Pinali. E poi la registrazione di un Matrimonio Francese.

Marzo 2017
Tre nuovi articoli sui nostri VIP.  Vedi la relativa sezione.
San Valentino 2017
Una nuova sezione tutta da esplorare che comincia con tanta STORIA
legata a San Valentino e continua con tante altre storie!
San Valentino 2017
Al Centro Sociale una bellissima mostra sulla Scuola a Bussolengo dagli inizi
fino a pochi decenni fa. Bravo Circolo Noi. Da vedere.
29 dicembre 2015
Il sito diventa "responsive", è possibile quindi vederlo anche su smartphone e tablet. Numerose sono poi le aggiunte ed i miglioramenti. Da esplorare!
Natale 2015 
Si festeggia in piazza a Bussolengo.   Guarda alcune bellissime foto.

DON SANTO PEROTTO ANIMA DELLA CHIESA DI MARANI.
  
Don Santo Perotto nasce a Bussolengo, in provincia di Verona, il 27 giugno 1890. Papà Giovanni sposa Caterina Manzati il 31 ottobre 1875 e vanno ad abitare nella casa di Vicolo Rivolti numero 26.

Maria, Pasqua, Emilia, Erminia, Angelo, Ettore e Dosolina sono gli altri fratelli di don Santo che, dopo aver frequentato la scuola dell’obbligo, continua gli studi con ottimi risultati, conseguendo il Diploma di Scuola Superiore presso il Ginnasio Vescovile di Verona.

Entra quindi in seminario, dove completa il suo percorso di formazione ecclesiale il giorno 8 agosto 1914, quando viene ordinato sacerdote nella chiesa di S. Maria Maggiore della sua città natale.

Nello stesso anno muore papà Giovanni, fino ad allora impegnato nella conduzione del laboratorio di falegnameria. Sono i figli Angelo ed Ettore che proseguono il lavoro di “commercianti mobilieri”, l’antica tradizione della famiglia, conosciuta in tutto il Veneto, ma anche a Milano e nel Trentino. I “Perotti” diventano esperti artigiani del legno, specie nell’approntare mobili su misura ed interamente fatti a mano presso il laboratorio annesso all’abitazione.

Nell’anno 1915, quando l’Italia entra in guerra durante il primo conflitto mondiale, don Santo inizia il suo lungo pellegrinaggio apostolico, che lo vedrà attivo protagonista presso varie comunità religiose, tra le quali anche quella di Marani, la piccola frazione del Comune di Ala in provincia di Trento. Trasferito come cappellano militare nel reparto ausiliario della Sanità a Pescara, nei primi anni della Grande Guerra, svolge assistenza spirituale presso i centri profughi e gli ospedali da campo dei rifugiati, dove inizia la sua vera missione sacerdotale, fatta di preghiera e di opere di bene per la gente bisognosa. In terra abruzzese aumenta la sua devozione al Sacro Cuore di Gesù, diffondendo le promesse legate all’immagine sacra e al culto religioso. Il suo esempio di carità disinteressata fa breccia nella popolazione pescarese, che sarà pronta ad accoglierlo nuovamente una quindicina d’anni dopo.

Rientrato a Bussolengo alla fine del 1918, don Santo presta la sua opera di aiuto e di sostegno alle popolazioni dei paesi veneti e trentini più duramente colpiti dalle devastazioni prodotte dalla guerra.

Dapprima, accompagnato dall’inseparabile sorella Dosolina che lo segue ovunque, si trasferisce ad Ala ed alloggia nella casa dei Padri Pavoniani, situata nel vicolo omonimo adiacente a piazza San Giovanni.
  
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