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MottaLuigi

Luigi Motta nasce a Bussolengo in località Praiesol (ora Tesa Motta), il giorno 11 luglio 1881 da Filippo, piccolo proprietario terriero e da Giuseppa Annichini. Frequenta il Ginnasio “Scipione Maffei” e poi il Seminario. A 18 anni s’iscrive all’Istituto Nautico di Genova per diventare capitano di lungo corso, senza riuscire a completare gli studi (ma si fece sempre chiamare Capitano).

Nel 1900, ad un concorso letterario indetto a Genova, presenta il suo primo romanzo I flagellatori dell'Oceano Indiano. Il romanzo vince il primo premio e viene pubblicato l’anno dopo con una lunga prefazione di Emilio Salgari, al quale era stato dedicato.

Il successo del romanzo permette a Luigi di abbandonare Genova ed i lavori precari (garzone, inserviente, fattorino) che era stato costretto a svolgere, per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Dopo essersi stabilitosi per un breve periodo a Verona, nel 1905 si trasferisce a Milano dove inizia con successo l’attività di scrittore ed è, per un breve periodo, direttore del Giornale di viaggi e di avventure terra e mare.

Nel 1906 diventa direttore, sempre per un periodo molto limitato, della rivista Oceano, giornale letterario di viaggi e avventure che si dedica alla pubblicazione di romanzi moderni e popolari. Nello stesso anno sposa la bolognese Bianca Polzi da cui non ha figli.

Nel secondo decennio del 1900 inizia il boom della sua produzione letteraria; negli anni pubblica più di cento romanzi per numerose case editrici (tra cui Treves, Bemporad, Sonzogno, Mondadori ..). Molti di questi romanzi sono raccolti in vari cicli letterari (del Mare Indiano; degli Adoratori; di Bisanzio; Western ..).

Scrive anche numerosi articoli e racconti per periodici e riviste popolari del tempo (Corriere dei Piccoli, La Domenica del Corriere, ..), ma non solo; a partire dai primi anni del secolo si dedica pure al teatro musicale, componendo varie operette, e produce varie opere per il teatro di prosa.

Come noto, la vita di Emilio Salgari e della sua famiglia è stata molto dolorosa. All'interno di questo contesto i figli, nel 1922, vendono a Luigi Motta le trame create dal loro padre per suoi futuri romanzi mai scritti. Motta ne trae nuove opere pubblicandole a firma Emilio Salgari - Luigi Motta. Da ciò nasce una causa con il suo collaboratore Emilio Moretto che sostiene essere l'unico autore di alcuni di questi romanzi; dopo vari gradi di giudizio il Motta, aiutato in particolare dai figli di Salgari, viene assolto dall'accusa.

Dal punto di vista politico, lo scrittore si era iscritto al Partito Nazionale Fascista, ma evidentemente con uno spirito da libero pensatore qual'era. A prova di ciò nel 1938, dopo la promulgazione delle leggi razziali, viene incarcerato a Milano per aver criticato il regime in pubblico; dopo pochi giorni viene liberato per l’intervento di alcuni amici altolocati.

Nel 1944, con l’accusa di aver offerto ospitalità a nemici del regime, viene ancora arrestato nella sua residenza di Bussolengo a Monte Marino (in località Ventretti), dove viveva da tempo con quella che nel 1946 diventerà la sua seconda moglie, Amelia Razza. Sarà incarcerato ed uscirà dal carcere, circa un anno dopo, il giorno prima della liberazione.

Muore a Milano per un attacco di peritonite il 18 dicembre 1955, assistito da Amelia.

Alcuni suoi romanzi: Il dominatore della Malesia nel 1909; L’Occidente d’oro nel 1911; La principessa delle Rose e Il tunnel sottomarino nel 1912; Fiamme sul Bosforo e Il vascello aereo nel 1913; L’oasi rossa  nel 1914; Il Leone di San Marco nel 1916; I tesori di Maelström nel 1918, Gli adoratori del fuoco e La sposa del sole nel 1921; Il trionfo di un impero nel 1922; Il faro dell’isola dei gabbiani e La pagoda d’oro nel 1924; L’albatros fuggente e Il vortice del sud nel 1927 e tanti altri ancora.

Per approfondire si veda qui, qui.
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