Ultime dal sito

Ottobre 2022

Un documento che cita uno dei tanti incendi generati in Bussolengo dagli Alemanni.

Agosto 2021
È stato l’uomo del sorriso e della partecipazione, volentieri aiutava chiunque volesse fare ricerche.
In ricordo del prof. Elio Bonizzato, nel decimo anniversario della morte 2011-2021.
Marzo 2021
Una grande storia quella della Filanda dei Danese.
Aurelio ce la racconta.
Febbraio 2021
Molti sono stati i Bussolenghesi emigrati negli States, in particolare in Pennsylvania a fare i minatori.
E sempre difficili sono state le loro vite, ma quella di Ferdinando è sicuramente tragica.
22 Giu 2017
Durante la recente Festa di San Valentino il Gruppo Noi ha organizzato una bellissima mostra sulla
Scuola a Bussolengo. Leggi la Storia della Scuola nel nostro paese e la vita di un suo protagonista.
31 Maggio 2017
Per ricordare l'indimenticabile arciprete mons. Angelo Bacilieri riportiamo
l'iscrizione funebre che appare sulla registrazione della sua morte.

Indice articoli

      
2. L’emigrazione di Bussolengo.
A livello generale, penso che una precisa (anche se sintetica) fotografia del fenomeno l’abbia data il libro “BUSSOLENGO Immagini di Storia“ di cui riporto fedelmente il relativo paragrafo.
   
Tra il 1905 e il 1908 si accentua particolarmente a Bussolengo il fenomeno di immigrazione e di emigrazione dapprima tra paese e paese della provincia di Verona (142 immigrati e 187 emigrati a Bussolengo nel 1908; 222 immigrati e 169 emigrati nel 1911) e, susseguentemente, di emigrazione verso i paesi stranieri. Negli stessi anni 1905-1908 il comune di Bussolengo rilascia ben 224 passaporti per l'estero, la maggior parte dei quali con destinazione Germania (184), Svizzera (162), Austria (164) e Stati Uniti (53), molti di questi ultimi verso la Pennsylvania (il totale non corri­sponde giacché i passaporti potevano essere rilasciati per più destinazioni). È una cifra considerevole se rapportata ai 4013 abitanti di Bussolengo nel 1908. D'altronde, secondo una stima elaborata dall'amministrazione comunale e dalla Congregazione di Carità, nel 1912 a Bussolengo vi sono 380 famiglie per un totale di 1.965 persone che vivono in condizioni di povertà e come tali esentate dal pagamen­to dei medicinali.“ .
  
3. L’emigrazione negli USA.
Come si è detto, in particolare a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, gli Stati Uniti d’America sono stati una delle mete più ambite dai nostri emigranti, che vi arrivarono sempre più numerosi nel corso degli anni. Gli Stati Uniti erano un paese pieno di risorse naturali, che necessitava di molta manodopera e dava la possibilità a tutti di realizzarsi, …. un paese spesso di frontiera, molto molto duro!
E così tanti nostri concittadini vi si diressero per cercare di riscattarsi da una povertà dilagante.
Non è sicuramente di Bussolengo l’emigrante che risponde all’interrogatorio riportato di seguito (da un lavoro del senatore degli Stati Uniti William A. Chandler), ma lo riferisco lo stesso in quanto sintomatico di quali potevano essere le condizioni dei poveretti che sbarcavano nei porti americani:
Che facevate in Italia?
Il contadino.
Quanto guadagnavate al giorno?
Dieci soldi e il cibo.
Il cibo era sufficiente per voi e per la vostra famiglia?
No, il cibo era per me solo, i dieci soldi servivano a far vivere la famiglia.
Naturalmente l'alloggio era gratuito?
No, dovevo pensarci a mie spese.
Quando vi siete imbarcato avevate denaro?
Nemmeno un soldo.
Possedete almeno qualche oggetto di valore?
Non posseggo nulla.
   
Dieci, venti, trenta dollari e spesso niente: ecco quel che portava con se un emigrante. Partiva da un porto molto spesso fuori dall’Italia, ed entrava, assieme ad altri miseri come lui, nelle profondità delle navi a vapore che facevano i viaggi transatlantici. Certamente per loro non erano navi da crociera; l'aria mancava e lo spazio era così ristretto che si faticava a stendersi. Le navi erano dotate di cabine di prima e seconda classe, accessoriate con molti confort; ma i più poveri (la maggioranza degli emigranti) venivano “stivati” nello steerageQuesto termine indicava un trattamento che, in particolare nei primi decenni del 1800, rasentava il disumano. I passeggeri dello steerage dormivano nella “pancia” del bastimento, in file di cuccette provviste di materasso, ma non di coperte, in spazi soffocati, con tavole ed altro che occupavano il corridoio fra le file. Era diviso in tre settori, quello dei maschi singoli, quello delle femmine singole, ed in mezzo quello delle coppie sposate. Ciascuno scompartimento era separato da un boccaporto; una certa severità veniva applicata per l’accesso al settore delle donne non sposate, per evitare promiscuità ed abusi sulle stesse, da parte anche dei ricchi viaggiatori di prima e seconda. Il cibo delle classi superiori era basato su carne e pane fresco, mentre quello dello steerage consisteva in carne secca o salata, in gallette e patate; raramente mancava, ma certamente non era particolarmente nutriente e sano. Verso il 1890 il temine “steerage” cominciò ad andare in disuso; venne sostituito da “terza classe” e vennero introdotti alcuni miglioramenti (tra cui il pane fresco), pur tuttavia la vita sul bastimento non dovette essere migliorata di molto!
   
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