Ultime dal sito

22 Giu 2017
Durante la recente Festa di San Valentino il Gruppo Noi ha organizzato una bellissima mostra sulla
Scuola a Bussolengo. Leggi la Storia della Scuola nel nostro paese e la vita di un suo protagonista.
31 Maggio 2017
Per ricordare l'indimenticabile arciprete mons. Angelo Bacilieri riportiamo
l'iscrizione funebre che appare sulla registrazione della sua morte.

Maggio 2017
Due nuovi articoli interessanti: uno sull'evoluzione di due cognomi di Bussolengo,
ed uno sul Saponificio Pinali. E poi la registrazione di un Matrimonio Francese.

Marzo 2017
Tre nuovi articoli sui nostri VIP.  Vedi la relativa sezione.
San Valentino 2017
Una nuova sezione tutta da esplorare che comincia con tanta STORIA
legata a San Valentino e continua con tante altre storie!
San Valentino 2017
Al Centro Sociale una bellissima mostra sulla Scuola a Bussolengo dagli inizi
fino a pochi decenni fa. Bravo Circolo Noi. Da vedere.

I NOSTRI NONNI IN AMERICA:
IN PENNSYLVANIA A FARE I MINATORI.
Premessa.
Quanto segue non vuole, e non può certamente, essere un documento scientifico e tanto meno esaustivo di un fenomeno dalle dimensioni epocali.  Nasce dalla mia curiosità di conoscere meglio quanto fin da piccolo sapevo: mio nonno era stato in America ed alcuni miei zii erano nati lì. Da questa “memoria” è partita una ricerca, principalmente basata sul grande mondo del WEB, ma anche sui ricordi ed i documenti spersi nei cassetti, oltre che da contatti con (prima) sconosciuti cugini americani. Le sorprese sono state molte, ma la più grande è stata scoprire quanti nostri concittadini di Bussolengo e dintorni, dagli ultimi decenni del 1800 fino a metà del secolo scorso, abbiano cercato un miglioramento alle loro condizioni economiche, spesso molto misere, andando a lavorare all’estero. E molti di loro si sono diretti verso gli Stati Uniti, in particolare verso la Pennsylvania, dove sono andati a fare i minatori, mettendo spesso radici e diventando “mericani”. I documenti che ho recuperato sono relativi ai miei nonni; in questo articolo userò questi, ma le informazioni che si ricavano da essi sono chiaramente estendibili a tutti i Bussolenghesi che sono andati a cercare fortuna (sopravvivenza!?) negli USA (un click per una lista parziale)
   
1. Il fenomeno migratorio italiano.  
E’ un fatto sconvolgente per lo Stato Italiano, nel suo primo secolo di vita. Si calcola che, dall’unificazione fino ai primi anni settanta del 1900, siano circa 27 milioni gli Italiani che si sono trasferiti all’estero, spesso contribuendo a cambiare la fisionomia dei paesi raggiunti. Basti ricordare in particolare l’Argentina, “Italiana” in una parte molto consistente; ma anche il Brasile, alcuni stati europei e gli Stati Uniti, dove i cognomi italiani sono molto numerosi, ed i risultati sono stati ottimi in tutti i campi (non solo malavitosi!). Inizialmente i flussi furono diretti verso Francia, Svizzera, ma anche Belgio, Germania, Gran Bretagna; a cavallo del 1800-1900 si indirizzarono in prevalenza verso i paesi dell’America del Sud  (Brasile, Argentina) e verso gli Stati Uniti. Nel decennio giolittiano si arrivò ad 800-900.000 emigranti all’anno. Le cause del fenomeno sono facilmente individuabili nella crescita demografica italiana (con conseguente scarsezza di risorse) e nello stesso sviluppo industriale che espelleva manodopera agricola senza poterla re-impiegare, provocando di conseguenza una sempre maggiore povertà ed indigenza. Alle ricerca di una vita più dignitosa, gli uomini partirono da soli per esplorare le possibilità offerte, in particolare dal nuovo continente; poi cominciarono a richiamare le proprie famiglie che partirono al loro completo, spesso aiutate da vicini e parenti che già avevano compiuto quel viaggio. Di anno in anno, ai porti d'imbarco, si notava che le partenze dei nuclei familiari divenivano più numerose mentre quelle di singoli individui si facevano più rare.
   
Il risultato di tutto ciò fu che, nei primi anni del 1900, le rimesse dall’estero divennero la voce più importante della bilancia dei pagamenti consentendo il rinnovo tecnologico industriale (1902-1913) e l’avvio del recupero del paese. Molti italiani si stabilirono definitivamente nei vari paesi di adozione, ed i loro figli nacquero lì divenendo, a tutti gli effetti, cittadini di quei paesi. Le loro sfide più importanti furono l’integrazione nel nuovo paese e la ricerca di quel minimo di benessere tanto ambito, ma con questo non dimenticarono le loro origini, trasferendo la nostalgia della loro casa ai propri discendenti. Si dice infatti che la loro terza/quarta generazione sia quella che, più delle prime, sente il richiamo delle origini. In effetti, basta visitare i siti web USA e si scopre un proliferare di enti che aiutano nella ricerca degli antenati emigranti e di associazioni che si richiamano alle origini (per esempio la Sons of Italy in America in Pennsylvania).
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