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22 Giu 2017
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legata a San Valentino e continua con tante altre storie!
San Valentino 2017
Al Centro Sociale una bellissima mostra sulla Scuola a Bussolengo dagli inizi
fino a pochi decenni fa. Bravo Circolo Noi. Da vedere.
Collegati al sito della nostra Parrocchia.

Indice articoli

E' necessario però attendere il 1677 per riscontrare notizie precise sull'istituzione di una Confraternita della Dottrina Cristiana a Bussolengo. La testimonianza la si deve al vescovo Sebastiano PISANI I.
  
Strutturata come le antiche confraternite e come prescrivevano le Regole scritte nel 1590 dal vescovo Agostino VALIER (dirette sia alle Confraternite della Dottrina Cristiana gia' operanti che per quelle a venire), la Confraternita di Bussolengo nel 1762 aveva Registri, Regole, Cataloghi degli iscritti, Indulgenze e Reggenti. L'istruzione avveniva ogni domenica pomeriggio: gli uomini nella chiesa parrocchiale, le donne nella chiesa della Disciplina.
Non si conoscono disposizioni per i giovani anche se poi, nelle varie manifestazioni, questi erano sempre presenti con bandierine in mano e pronti al canto di inni e laudi.
Dalla loro emanazione le Regole, pur mantenendo l'impostazione di fondo, subirono revisioni ed amplificazioni di vario genere come quella del 1646 del vescovo Marco GIUSTINIANI alla quale hanno fatto seguito quelle del 1669, 1703, 1751 dovute ai vescovi Sebastiano PISANI I, Giovanni Francesco BARBARIGO e a Giovanni BRAGADINO. L'ultima formulazione di queste Regole, promulgata nel 1831, la si deve al vescovo di Verona monsignor Giuseppe GRASSER che, con il suo intervento, ha il merito di unificare l'ordinamento di tutte le parrocchie della diocesi esclusa la parrocchia di San Zenone di Minerve: le Regole esclusive che venivano osservate in questa chiesa, erano state scritte nel 1810 da don Giuseppe Maria Belloni.
Nella documentazione relativa alla vita e alle istituzioni della parrocchia di Santa Maria Maggiore, nella quale viene posta in evidenza la presenza di "Registri della Scuola", interessante diventa la relazione del 1677, scritta da don Francesco Buggio al vescovo. In essa si riscontra l'omissione di un qualsiasi accenno riferito alla presenza della Compagnia della Dottrina Cristiana nella parrocchia di Bussolengo. Questo a significare che la Compagnia non era più una Confraternita nel senso classico del termine, ma aveva acquistato i requisiti giusti di un organismo idoneo ad istruire tutti i battezzati della comunità.
Malgrado la "trasformazione", la Scuola della Dottrina Cristiana risentirà del decreto distruttore napoleonico, subendolo al pari delle altre Confraternite. In qualche modo riesce a sopravvivere grazie all'intervento del vescovo Innocenzo LIRUTI che l'aiuterà a proseguire nella sua opera di istruzione religiosa.  
 
Confraternita del Carmine.
Tramite dei... "si dice"... e' giunto fino a noi l'interesse che i vescovi rivolgevano alle attività della Pieve di Bussolengo. Sembra infatti che questa comunità fin dall'inizio abbia impressionato i vescovi veronesi per l'ottima istruzione da sempre dimostrata nella conoscenza del Catechismo e sulle verità della fede cristiana, tanto da indurre i vescovi ad accertarsi personalmente del grado di istruzione della popolazione, interrogando uomini e donne, fanciulli e fanciulle. Un primato che si protrasse per tutto il XVIII secolo.
Nel periodo delle Crociate, sull'esempio del profeta Elia, vissuto in preghiera sul Monte Carmelo, in Palestina, alcuni reduci delle guerre, condotte per la liberazione di Gerusalemme, pensarono di ritirarsi su quello stesso monte per condurvi una vita da eremita con il conforto della preghiera e della contemplazione. La profonda devozione alla Madre di Gesu', considerata "modello" da imitare per sentirsi seguaci di Cristo, indusse questi ex crociati a dare vita all'Ordine Carmelitano. Costretti a lasciare la Palestina causa la conquista mussulmana, i Crociati rientrarono in Europa mutando la loro vita da eremitica in comunitaria, pur mantenendo l'originaria impronta mariana, fondando un Ordine religioso in onore di Maria.
Anche in questo caso, scarseggiano notizie sulla storia di tali aggregazioni tanto da non poter tentare alcuna ricostruzione né della loro origine nè di quella della Confraternita del Carmelo. La loro incredibile diffusione prende l'avvio intorno alla metà del XV secolo con la messa in circolazione della notizia di due apparizioni della Madonna. La stranezza di queste apparizioni saltate fuori dopo tanto tempo dell'evento, non crea dubbi, anzi lascia spazio ad un enorme straordinario effetto da indurre le genti a far diventare, la devozione alla Madonna del Carmelo, una delle forme più popolari e diffuse della pieta' mariana.
Le prime notizie riguardanti la presenza in Bussolengo della Confraternita del Carmine (semplificazione dell'originale "Beata Vergine del Monte Carmelo") si devono alla visita pastorale fatta dal vescovo Sebastiano PISANI I, il 1 4 maggio 1656.
Costituita nella chiesa della Disciplina, la Confraternita aveva un proprio altare intitolato alla Beata Vergine del Carmine, sul quale svolgeva le proprie funzioni.
Consultando un "Registro delle Messe" dell'archivio della parrocchia di Santa Maria Maggiore di Bussolengo, si viene a sapere che la Confraternita, dopo essersi aggregata il 7 marzo 1682 all'Ordine dei RR. PP. della Madonna del Carmelo, il 7 febbraio 1683 venne trasferita all'interno della Pieve e formalmente ufficializzata "il soprascrito giorno e anno e' stata istituita la Compagnia del Carmine da P. Giovanni Rocchetto Carmelitano Baccelliero della Sacra Teologia veronese, co la sua predica, Procession; et fu fondata all'Altar di Giesu' della Parochiale di Bussolengo".
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