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22 Giu 2017
Durante la recente Festa di San Valentino il Gruppo Noi ha organizzato una bellissima mostra sulla
Scuola a Bussolengo. Leggi la Storia della Scuola nel nostro paese e la vita di un suo protagonista.
31 Maggio 2017
Per ricordare l'indimenticabile arciprete mons. Angelo Bacilieri riportiamo
l'iscrizione funebre che appare sulla registrazione della sua morte.

Maggio 2017
Due nuovi articoli interessanti: uno sull'evoluzione di due cognomi di Bussolengo,
ed uno sul Saponificio Pinali. E poi la registrazione di un Matrimonio Francese.

Marzo 2017
Tre nuovi articoli sui nostri VIP.  Vedi la relativa sezione.
San Valentino 2017
Una nuova sezione tutta da esplorare che comincia con tanta STORIA
legata a San Valentino e continua con tante altre storie!
San Valentino 2017
Al Centro Sociale una bellissima mostra sulla Scuola a Bussolengo dagli inizi
fino a pochi decenni fa. Bravo Circolo Noi. Da vedere.
Collegati al sito della nostra Parrocchia.

Indice articoli

Il salterio consisteva nella recita di 150 Ave Maria fino alla frase "fructus ventris tui Jesus" (all'epoca, l'Ave Maria, era limitata solo alla prima parte) ad imitazione della recita dei 150 Salmi della Bibbia. Come per i Salmi, al termine di ogni Ave Maria si recitava un'antifona mariana o versetto biblico riferito alla Madonna quale tema di meditazione.
Ad un certo punto del suo fare, Alano della Rupe, comprende la fatica della popolazione illetterata nel memorizzare tutte le 150 antifone in latino e sostituisce le antifone con formule in volgare dedicate alla vita di Jesu' e della Madonna.
Nasce cosi una pratica devozionale detta "Rosario" dal nome di una corda a nodi che veniva utilizzata per contare le 150 preghiere a Maria.
Conosciuto anche con il nome "de la Roche", Alano nel mese di maggio del 1475 si trova a Douai, in Francia, nella locale Confraternita mariana per illustrare e propagandare la pratica del salterio mariano meditato senza dimenticare di affermare, con le sue prediche, di aver ricevuto il mandato dalla Madonna stessa nel 1464 durante un'apparizione. Douai diventa sede della prima Confraternita mariana del Rosario.
Morto il 7 settembre dello stesso anno, l'opera di Alano viene completata dal confratello padre Giacomo Sprenger. Priore dei Domenicani di Colonia, padre Giacomo sostituisce le 150 antifone o formule di meditazione con quindici "misteri" dolorosi, gaudiosi e gloriosi da enunciare prima di ogni decina di Ave Maria. Lo stesso padre Giacomo istituisce una seconda Confraternita del Rosario a Colonia facendo del convento un punto base della propaganda del Rosario meditato.
  
La Confraternita, accreditata di grande prestigio, incontra i favori di papa Sisto IV che emette una Bolla di plauso il 30 maggio del 1478 e raccomanda, con la Bolla "Eaquae" inviata l'8 maggio dell'anno successivo al Duca di Bretagna, la devozione del Rosario concedendo indulgenze a quanti recitavano tutte le 150 Ave Maria.
Nel 1480, il monaco domenicano Giovanni di Erfordia, lasciato il convento di Colonia, si porta a Venezia e fonda la prima Confraternita italiana del Rosario nella chiesa di San Domenico di Castello.
A Bussolengo, la storia della Confraternita del Sacratissimo Rosario e' connessa in tutto alle confraternite già descritte: stesse Regole ed amministrazione, stessi registri. Essa viene accettata quale una sorella minore grazie allo straordinario prestigio proveniente dal suo carattere specifico di devozione mariana.
Priva di una divisa e di direttive, i suoi iscritti vestivano come i confratelli delle altre due. Nelle processioni avevano un proprio stendardo e un gonfalone; le loro mazze erano di legno dorato. Alla Confraternita potevano aderire ecclesiastici che secolari, ricchi e poveri, uomini e donne senza nulla pagare per evitare l'esclusione dei poveri. L'impegno di ogni iscritto era quello di recitare l'intero Rosario (150 Ave Maria e 15 Padre Nostro) una volta alla settimana. L'inadempiente, in quella settimana, perdeva i suffragi spirituali dei confratelli.
La Confraternita aveva un Priore, un Sottopriore, un Cancelliere e due Mazzieri. La loro elezione avveniva la domenica successiva a quella degli incaricati delle Confraternite del Corpo di Cristo e della Beata Vergine Maria. 
La secondaria importanza della Confraternita del Sacratissimo Rosario rispetto alle altre due era messa in risalto anche dall'ordine di precedenza nelle processioni e dalla mancanza di "rendite" e di "obblighi".
La dimostrazione di tale "povertà" si ha nel momento in cui cade nelle maglie dei Decreti napoleonici: il essa è accreditata di un capitale pari a sole 954 lire in valuta di Milano. 
Causa i Decreti d'oltralpe, viene soppressa nel 1807. Verrà ricostituita nel 1898.
 
Compagnia della Dottrina Cristiana.
Quando il pio laico milanese Marco de SADIS CUSANI nel 1560 apre la prima Scuola di Dottrina Cristiana, nella chiesa di S. Apollinare a Roma, a Milano il sacerdote don Castellino di Castello aveva già istituito la prima Confraternita della Dottrina Cristiana (1536).
  
Ma Bussolengo, confermando la sua tendenza ad essere precorritrice degli eventi, si inserisce nella lotta per il primato richiamando l'attenzione sulla visita pastorale del 24 settembre 1532 del vescovo Gian Matteo GIBERTI. Questi, durante il suo giro nel territorio, tra l'altro attestava la presenza nella chiesa di San Salvar di "un suddiacono che durante l'inverno istruisce cinquanta fanciulli del posto". Un avvenimento che anticipava di circa un secolo l'intervento del vescovo Marco GIUSTINIANI che nel 1634 ordinava: "Si insegni la Dottrina Cristiana del signor Cardinale Bellarmino distinguendo i giovani per classe, assegnando a ciascuno il suo maestro".
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