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22 Giu 2017
Durante la recente Festa di San Valentino il Gruppo Noi ha organizzato una bellissima mostra sulla
Scuola a Bussolengo. Leggi la Storia della Scuola nel nostro paese e la vita di un suo protagonista.
31 Maggio 2017
Per ricordare l'indimenticabile arciprete mons. Angelo Bacilieri riportiamo
l'iscrizione funebre che appare sulla registrazione della sua morte.

Maggio 2017
Due nuovi articoli interessanti: uno sull'evoluzione di due cognomi di Bussolengo,
ed uno sul Saponificio Pinali. E poi la registrazione di un Matrimonio Francese.

Marzo 2017
Tre nuovi articoli sui nostri VIP.  Vedi la relativa sezione.
San Valentino 2017
Una nuova sezione tutta da esplorare che comincia con tanta STORIA
legata a San Valentino e continua con tante altre storie!
San Valentino 2017
Al Centro Sociale una bellissima mostra sulla Scuola a Bussolengo dagli inizi
fino a pochi decenni fa. Bravo Circolo Noi. Da vedere.
Collegati al sito della nostra Parrocchia.

Indice articoli

Dal Seicento tutte e tre le confraternite prendono ad usare gli stessi registri; a volte i Priori di una diventano Priori di un'altra; si nota pure che nell'unica parrocchia tutte e tre le confraternite avevano distintamente un altare, un proprio sepolcro, propri giorni festivi e santi protettori. Sempre nella stessa Pieve ogni confraternita provvedeva alle specifiche solennità religiose mentre i Priori, sotto la guida del parroco, si impegnavano nello svolgimento delle devozioni e degli esercizi spirituali all'interno della parrocchia.
Le tre confraternite provvedevano alla manutenzione della chiesa e alla costruzione degli altari; si curavano della suppellettile, dell'illuminazione, dei ceri, dei paramenti; commissionavano affreschi, dipinti e statue; davano vita a nuove devozioni; organizzavano funzioni e processioni. Ad esse era demandato l'onere di far celebrare Sante Messe per i vivi ed Offizi per i defunti oltre all'amministrazione del denaro della chiesa. Tutte queste iniziative, determinando una plurima responsabilità di funzioni, di devozioni verso questo o quel santo, lasciavano spazi pericolosi per un rischioso percorso che poteva portare alla superstizione in quanto la molteplice responsabilità, unita a non pochi scontri dentro le stesse confraternite, creava incomprensioni fra quest'ultime e il parroco.

Negatività sottolineate dall'intervento di Monsignor GIBERTI che, in visita il 25 maggio 1541 per la quarta volta a Bussolengo, preso atto della presenza nella Pieve di numerosissimi altari oltre quello maggiore, ordinava la rimozione di tante devozioni riducendo l'autorizzazione ad un massimo di sei altari. Una limitazione dal chiaro intento: evitare che alcuni Santi o la Madonna stessa, godessero di una maggiore devozione di Cristo. Un'eventualità, quest'ultima, evidenziata dall'Arcivescovo Alberto VALERIO in visita alla Pieve nel 1595. Grande la sua meraviglia quando nota che "la Beata Vergine ha due altari".
Segno che la Madre di Gesù avesse più devozioni del Figlio?
 
La Confraternita dei Quaranta.
Con le Regole del 1692 veniva ben evidenziata la spiritualità moderna delle congregazioni tanto da distinguerle da quelle medievali. Infatti esse, assimilando in pieno lo spirito della "devotio moderna", il dire di due grandi vescovi veronesi (Gian Matteo Giberto e Luigi Lippomano) e di altri eccellenti vescovi, sviluppavano quanto dettato dalle conclusioni del Concilio di Trento.Documenti risalenti al 1647 attestano la presenza nella parrocchia di Bussolengo di una Confraternita detta de' Quaranta.
E' il nome assunto dalle Confraternite della Beata Vergine Maria e del Corpo di Cristo una volta aggregate fra di loro. A questa aggregazione, sembra, che non abbia aderito da subito la Confraternita del Sacratissimo Rosario.
Per avere notizie in merito bisogna attingere ad un documento del 1804 nel quale si legge in modo netto e chiaro: "... tutte tre aggregate in una sola detta de Quaranta". La scelta del nome Confraternita dei Quaranta era dovuta all'esercizio dell'adorazione eucaristica delle "Quarantore" che nel corso dei secoli aveva assunto una grande importanza nella pastorale di ogni parrocchia.
L'intento di dare ordine e praticità al rito dell'adorazione eucaristica insieme alla constatazione che "anticamente la Compagnia del Santissimo era chiamata delle 40 ore", come riportato da documenti del 14 settembre1692, suggeriva la decisione di eleggere "Quaranta Confratelli Reggenti" alla guida delle tre Confraternite e l'attribuzione del nome di "Logo de' Quaranta" alla cappella del Santissimo che verrà costruita nella Pieve nel secolo XVIII.
 
La Confraternita del Santissimo Sacramento.
A questo punto e' giusto fare un passo indietro per introdurre la nascita delle Confraternite del Santissimo Sacramento che non erano altro che la continuità delle Confraternite del Corpo di Cristo.
Sul finire del XV secolo due francescani, Cherubino da Spoleto e il beato Bernardino da Feltre, quali zelanti propagatori della fede nella reale presenza di Gesù Cristo nel segno eucaristico, promuovevano la pratica pubblica del Santo Viatico che in processione veniva portato nelle case degli ammalati. Dalle processioni del Corpo di Cristo e del Santo Viatico prendeva corpo e motivazione la Confraternita del Santissimo Sacramento, strutturata attorno alle seguenti obbligazioni: partecipare alla processione del Corpus Domini, accompagnare il Santo Viatico con la torcia accesa, assistere alla messa solenne celebrata la terza domenica di ogni mese con lume acceso durante l'elevazione, partecipare a una solenne processione eucaristica nel primo venerdì dopo la festa del Corpus Domini, preparare alla comunione i confratelli infermi, recitare ogni settimana un Pater, un Ave e un Gloria.
Nel 1501 veniva costituita la prima Confraternita del Corpo di Cristo nella chiesa di San Damaso in Roma. Sempre a Roma il domenicano fra' Tommaso Stella nel 1538 ne fondava una omonima nella chiesa di Santa Maria della Minerva. Approvata il 30 novembre dell'anno successivo da papa Paolo III ed arricchita di indulgenze, quest'ultima veniva presa a modello da tutte le Confraternite similari. Il Concilio di Trento ne favorirà l'istituzione in ogni parrocchia.
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