Ultime dal sito

22 Giu 2017
Durante la recente Festa di San Valentino il Gruppo Noi ha organizzato una bellissima mostra sulla
Scuola a Bussolengo. Leggi la Storia della Scuola nel nostro paese e la vita di un suo protagonista.
31 Maggio 2017
Per ricordare l'indimenticabile arciprete mons. Angelo Bacilieri riportiamo
l'iscrizione funebre che appare sulla registrazione della sua morte.

Maggio 2017
Due nuovi articoli interessanti: uno sull'evoluzione di due cognomi di Bussolengo,
ed uno sul Saponificio Pinali. E poi la registrazione di un Matrimonio Francese.

Marzo 2017
Tre nuovi articoli sui nostri VIP.  Vedi la relativa sezione.
San Valentino 2017
Una nuova sezione tutta da esplorare che comincia con tanta STORIA
legata a San Valentino e continua con tante altre storie!
San Valentino 2017
Al Centro Sociale una bellissima mostra sulla Scuola a Bussolengo dagli inizi
fino a pochi decenni fa. Bravo Circolo Noi. Da vedere.
Collegati al sito della nostra Parrocchia.

Indice articoli

L'iscrizione alla confraternita non impone limitazioni ma semplicemente chiede di indossare di continuo il cordone benedetto dell'abito francescano, quale segno,di legame interiore con Cristo, e di vivere devotamente recitando giornalmente un Padre Nostro, una Ave Maria e un Gloria Patri davanti al Santissimo Sacramento e della recita della Corona della Madonna (settantadue Ave Maria, otto Padre Nostro e un'Ave Maria espressamente dedicata al Papa).
Dopo la chiusura del convento e la soppressione delle confraternite dovuta a Napoleone, a Bussolengo non si sentirà più parlare della Compagnia del Cordon di San Francesco. 
 
A seguito di una visione, San Francesco chiede a Gesù Cristo la concessione di una Indulgenza plenaria a quanti avessero "visitato" la Porziuncola, prima sede dell'Ordine dei Frati Minori fondato dal Santo il 4 ottobre 1226. Ottenuto quanto richiesto tramite Papa Onorio III, nasce il Perdon d'Assisi in seguito esteso a tutti coloro che avrebbero visitato una chiesa francescana (Papa Gregorio XV, 1622). Dando seguito alla richiesta dei responsabili della Confraternita dei Disciplini di Bussolengo che chiedevano di costituire la Compagnia del Perdon d'Assisi, il Capitano di Verona Aloise CONTARINI il 29 settembre 1760 autorizzava una rappresentanza di cinquantacinque confratelli maschi della confraternita ad aggiungere alcuni capitoli alle loro Regole in modo da poterle applicare alla nascente compagnia.
 
Dopo due anni, il 30 dicembre 1762, nasceva ufficialmente a Bussolengo la Compagnia del Perdon d'Assisi con sede nella chiesa di San Valentino. L'evento veniva sottolineato da una grandissima processione che si snodava lungo il percorso parrocchia di Santa Maria Maggiore - chiesa di San Valentino. Una parata alla quale hanno partecipato con le statue di Madonne e Santi, il Crocefisso, le torce, i gonfaloni, gli stendardi e mazzieri, i confratelli e le consorelle delle tre confraternite parrocchiali (che per l'occasione indossavano le nuove divise bianche, il rocchetto, il cappuccio e il cingolo rossi); gli iscritti della Confraternita dei Disciplini e la Compagnia del Carmine: i primi con l'abito grigio scuro ed incappucciati, gli altri con lo scapolare al collo. Naturalmente non mancavano i confratelli della Compagnia di San Francesco in saio e cappuccio marrone, i frati e don Francesco BERNAREGGIO, novello pastore della parrocchia, con i chierici ed una gran moltitudine di fedeli.
Attribuendo grande valore alla ricorrenza del 2 agosto, festa della chiesa di Santa Maria degli Angeli di Assisi, i Frati di Bussolengo esortavano i fedeli "tanto chi porta quanto chi non porta il cordoncino ma che prima sia veramente contrito, confessato e comunicato" a frequentare la chiesa di San Francesco e a "fare i passaggi" per l'acquisto dell'Indulgenza plenaria. Una pratica che riscuoteva notevole consenso tra la popolazione tanto da indurre i Disciplini ad istruire una sorta di lotteria: ogni anno, la prima domenica di luglio, fra i confratelli e le consorelle, veniva estratto a sorte un numero di persone pari ai confratelli e alle consorelle morte l'anno precedente ed inviato ad Assisi per compiere "il Santo Passaggio". Una tradizione che continua ancora essendo sopravvissuta alla confraternita.
 
Don Turri.
Si potrebbe chiudere qui, questo "racconto", ma risulterebbe "mancante" di un qualcosa di fondamentale se non si accennasse alla storia di un prete. Far ricorso alla riconoscenza invece che al dovere, è il meglio che si possa fare quando si deve parlare del "nostrano" padre Giuseppe TURRI (1790 – 1863).
Anzi, se vogliamo comprendere e valutare meglio il grandioso lavoro fatto da questo personaggio costretto ad operare in un periodo storico non certo facile visto che comprende (quasi) tutto il periodo del nostro Risorgimento, più che della "sua" storia, si deve parlare delle "sue" date.
Giuseppe TURRI, combattente per natura, alle leggi napoleoniche che impongono la chiusura delle varie congregazioni, affianca la sua tenacia di prete. Predicatore per formazione, agli avvicendamenti storici in continua evoluzione, fa da guida alla contrapposizione dello sviluppo religioso della comunità.
A lui si deve la riapertura al culto della chiesa di San Valentino (1807), la ricomparsa di Ordini, Congregazioni e Confraternite di vario tipo: i Padri Redentoristi (1816), le Suore Ancelle della Carità, i Figli di Maria Immacolata (1853) invitati ad occuparsi della futura casa-ospizio la quale verrà presa in possesso dai Pavoniani nel 1855.
Nel frattempo il nostro prelato riesce a mettere a segno altri importanti colpi agevolando l'arrivo a Bussolengo delle Suore della Nigrizia, delle Suore di Maria Bambina e delle Suore della Sacra Famiglia. A queste spetta il titolo di "ultima testimonianza" di suore "operative" nella nostra comunità.
Un impegno quello del Turri, che inserisce nella comunità una folta rappresentanza di persone consacrate che, con dedizione, hanno contribuito al progresso evolutivo, economico e sociale di Bussolengo.
L'infaticabile attività di questo Don si chiude il 3 luglio 1863: ospite dei Padri Redentoristi, muore semi cieco e quasi dimenticato.
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