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STORIA DELLA FIERA DI SAN VALENTINO.

Grande venerazione godeva in provincia di Verona, nei secoli andati, San Valentino, vescovo di Terni e martire. Per Bussolengo poi la ricorrenza era ed è particolarmente sentita e festeggiata in quanto il paese venera San Valentino come proprio patrono.
La comunità sin dal Trecento gli ha dedicato una chiesa al margine del paese. Attorno ad essa nei secoli scorsi si svolgeva una grande festa per impetrare dal Santo la protezione dall'epilessia per le persone e da ogni male per il bestiame.

Ed anche oggi, attorno alla stessa Chiesa - vero scrigno di preziosi affreschi con storie della vita del Santo Vescovo, tra i dipinti più belli del Quattrocento veronese - si svolge una grande festa popolare in onore del patrono di Bussolengo, che da protettore dell'epilessia è divenuto ora il santo degli innamorati.

Con un proclama del 19 Dicembre 1753, Bertucci Dolfin, Provveditore di Verona, rendeva noto:

«E concesso in virtù di graziosa Ducali 1623 - 26 Maggio alla Comunità di Bussolengo di fare nel giorno di Giovedi d'ogni settimana nella Villa stessa un Mercato d'Animali, et altre cose spettanti all'Agricoltura col pagamento però de soliti Daci, come anche fù eseguito in pratica per molti,e molti anni, e che poscia stato dimesso per il passaggio accorso negli andati tempi delle Truppe Forestiere, indi per il Contaggio degli Animali non meno, che per la successiva noncuranza dei Reggenti d'esso Comunità, sarà in avvenire riaperto e ravviato, sicché continuar possa la Comunità medesima a godere l'effetto della Pubblica munifi8cenza come nelle suddette Ducali. Resta perciò invitato ogni uno a concorrere con Animali, et altro spettante all'Agricoltura nel Giovedi di cadauna settimana nella Piazza della predetta Comunità di Bussolengo, dove si farà il mercato in conformità di quanto viene eseguito nell'altri Mercati, salvo sempre il pagamento de soliti Dacie non altrimenti».

Con la sagra popolare ha luogo anche per tutto il centro del paese la tradizionale Fiera del bestiame, che in questi ultimi anni si è trasformata sempre di più in fiera delle macchine per l'agricoltura, ora che la forza del lavoro degli animali nei campi è stata sempre più sostituita dalla potenza delle macchine.
E' anche la fiera del bestiame tradizione antichissima. ln questo tempo dell'anno le acque dell'Adige attingono il loro livello minimo ed in passato era facile guadare il fiume colle mandrie nei pressi della grande ansa che l'Adige compie in vicinanza di Arcè. L'epoca, immediatamente prima del risveglio della campagna, era inoltre ideale per gli scambi del bestiame occorrente per i lavori agricoli.

Grande era quindi l'affluenza di commercianti sin dalla campagna del Veronese e del Bresciano, sia dal Tirolo, che trovavano un mercato assai vivace ed un gran numero di agricoltori ai quali poteva interessare il loro bestiame. Importantissima era quindi la tradizionale manifestazione, per il commercio di animali, in particolare da soma come muli ed asini, che vi si svolgeva.

Nel secondo dopoguerra è iniziata la trasformazione della fiera bussolenghese in una rassegna specializzata di macchine agricole. L'adeguarsi alle nuove tecnologie fu reso possibile anche dalle fiorenti condizioni dell'agricoltura locale.
Essa era caratterizzata difatti da una forte prevalenza delle aziende a conduzione diretta, di dimensioni piuttosto ridotte.

La bonifica dell'antica campagna, un tempo brulla ed arsa, aveva permesso nel secondo quarto del secolo l'impianto di colture altamente specializzate con un notevole investimento di capitale fisso per unità di superficie.

Erano queste le condizioni ideali perché potesse svilupparsi una meccanizzazione impiegante macchinari di medie capacità e di non grande potenza, quali quelli che prevalentemente offre ai coltivatori locali l'odierna rassegna di San Valentino, ieri come oggi, a portare le principali novità in fatto di strumenti ed attrezzi alla consegna di una vasta fascia di agricoltori di tutta la parte nord-occidentale della provincia di Verona.

Con le novità per il lavoro dei campi, la rassegna tradizionale ha continuamente proposto alla conoscenza ed all'esame del vasto pubblico le novità che potevano rendere più confortevole la dimora rurale, i mezzi che potevano rendere più veloce il trasporto di persone e di cose.

Continua così la sua funzione, ereditata dall'antica tradizione, di polo economico di inizio dell'annata agraria e di centro di scambi e di informazioni, e quindi di progresso economico e sociale per tutta l'area circostante.

Giorgio Maria Cambié

 

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