Ultime dal sito

Marzo 2017
Tre nuovi articoli sui nostri VIP.  Vedi la relativa sezione.
San Valentino 2017
Una nuova sezione tutta da esplorare che comincia con tanta STORIA
legata a San Valentino e continua con tante altre storie!
San Valentino 2017
Al Centro Sociale una bellissima mostra sulla Scuola a Bussolengo dagli inizi
fino a pochi decenni fa. Bravo Circolo Noi. Da vedere.
29 dicembre 2015
Il sito diventa "responsive", è possibile quindi vederlo anche su smartphone e tablet. Numerose sono poi le aggiunte ed i miglioramenti. Da esplorare!
Natale 2015 
Si festeggia in piazza a Bussolengo.   Guarda alcune bellissime foto.
4 giugno 2015
 Aurelio ci offre ancora una volta un interessante articolo su un argomento della nostra storia  di Bussolenghesi I Cimiteri di Bussolengo .
Collegati al sito della nostra Parrocchia.

TABERNACOLI - EDICOLE - AFFRESCHI - C A P I T E L L I 
 
COSA DICE IL VOCABOLARIO
  • CAPITELLO. Dal latino capitellum, con la base, costituisce il completamento della colonna. L'insieme (base, colonna e capitello) è idoneo a sorreggere il peso dei muri, archi, volte. Il capitello, come la colonna, è impiegato anche come elemento decorativo con funzioni di monumento onorario o commemorativo.
  • EDICOLA. Dal latino aedicula,tempietto per lo più con una statua nel mezzo.
  • NICCHIA. Incavo nei muri, colonne o similari per esporre statue, affreschi ecc.
  • TABERNACOLO. Dal latino tabernaculum, la tenda sotto la quale gli Ebrei custodivano l'Arca Santa durante la permanenza nel deserto; e poi la parte del tempio in cui era riposta l'Arca. Cappelletta lungo le strade con un'immagine sacra. Ciborio. (per estensione) Edificio a forma di tabernacolo. Presso i Romani, tempietto, tenda, padiglione. Maestà, nicchia.
COSA DICE LA STORIA
Comunemente vengono definiti CAPITELLI tutte quelle piccole  costruzioni  poste all'esterno degli edifici, ai crocevia, in punti particolari della campagna o lungo i sentieri montani. Approfondendo, nulla vieta di inserire in questa  “classe”, gli affreschi murali, le croci e le statue che rappresentano il Cristo, la Madonna e i Santi.
Fin dalla loro apparizione, queste costruzioni, nella forma richiamano alla mente un tempio. Numerosi esempi di  capitelli si trovano nelle pitture parietali di Ercolano e di Pompei. 
La radice della loro espansione si deve alla loro utilizzazione quale espressione di religiosità ai tempi del Medio Evo, così come racconta Mons. Angelo Bacilieri nella sua opera “Bussolengo – Appunti monografici”: “ ...i capitelli, le pitture, le edicole ecc. rappresentano la testimonianza della fede e della religiosità dei nostri avi fin dal Medio Evo”.
Questa necessità del popolo di “esportare” dalle case le immagini, le pitture e le statue sacre esponendoli sulle facciate delle abitazioni, agli angoli delle strade e nelle campagne nacque  quale risposta agli eretici di Paterni (siamo intorno al 1200) che “.. spargevano diversi errori intorno a Maria SS., a S. Pietro, ecc. ...” (Bacilieri) e l'usanza di erigere le particolari costruzioni servì non solo a ribadire e a perpetuare la fede dei nostri predecessori, ma nel contempo divenne promotrice della scultura, dell'architettura, della pittura, del buon gusto.
Di riflesso, essendo queste strutture costantemente illuminate da lampade votive, va rimarcata la loro positività a favore della sicurezza, in quanto utili non solo quale fonte di luce per il paese, ma anche per il viandante. Nel buio della notte, oltre ad esser letti quali ex-voto, i capitelli vanno  interpretati come fonti di  luce  di  riferimento  per  il  viandante  che,  grazie   a   questi “fari” sparsi sul territorio, riesce   ad orizzontarsi.
Molti capitelli sono giunti ai nostri giorni e continuano a “vivere” con le loro lampade e ceri votivi accesi, grazie ai tanti fedeli che fanno loro l'impegno di immortalarne l'usanza animando, in vari periodi dell'anno, questi luoghi con celebrazioni di funzioni sacre come la recita del Santo Rosario, la rappresentazione della Via Crucis, ...
Nel loro insieme, queste “attivazioni saltuarie” conferiscono al capitello “l'espressione della pietà popolare” (definizione di Papa Paolo VI) e, quali testimonianze di ieri, “scrivono” la Storia rendendoci edotti su un fenomeno che, accolto con entusiasmo nelle tradizioni contadine, si sviluppò senza resistenze fra la gente devota e d'animo semplice.
Come per tante altre località, le testimonianze sparse nel nostro territorio sono molte e tanto significative da meritare una fotografia accompagnata da nota descrittiva e le passeggiate, che qui si suggeriscono, per riscoprirle ...
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