Gli ALEMANNI in Bussolengo nel 1630.

Il documento collegato è un atto notarile del novembre 1636, recuperato nell'Archivio di Stato di Verona, che stabilisce lo scambio, con opportune compensazioni, di proprietà ereditate da due fratelli Montresor: Santo e Matteo de Monthesauris.

A pag. 2 si parla di "... unus stabulus cum fenile muratus copatus et solaratus cum muralea domus cum portici combusta ab exercitu Alemano anno 1630...".

Il latino usato dal notaio non è certamente quello di Cicerone, ma, anche per aver analizzato tanti documenti notarili di quei tempi, lo tradurrei così:
"... uno stabile con fienile con mura (ndr: non in legno), coppi e solaio e con una casa in muratura e con portico BRUCIATA DALL'ESERCITO ALEMANNO NELL'ANNO 1630 ...".

La presenza, nel 1630, degli Alemanni che hanno diffuso la peste e portato distruzioni ed incendi è ampiamente raccontata da don Bacilieri e Franzosi nei loro libri su Bussolengo, e da altri autori che hanno scritto del nostro paese, ma vedere un documento del tempo che la cita fa una certa impressione.