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22 Giu 2017
Durante la recente Festa di San Valentino il Gruppo Noi ha organizzato una bellissima mostra sulla
Scuola a Bussolengo. Leggi la Storia della Scuola nel nostro paese e la vita di un suo protagonista.
31 Maggio 2017
Per ricordare l'indimenticabile arciprete mons. Angelo Bacilieri riportiamo
l'iscrizione funebre che appare sulla registrazione della sua morte.

Maggio 2017
Due nuovi articoli interessanti: uno sull'evoluzione di due cognomi di Bussolengo,
ed uno sul Saponificio Pinali. E poi la registrazione di un Matrimonio Francese.

Marzo 2017
Tre nuovi articoli sui nostri VIP.  Vedi la relativa sezione.
San Valentino 2017
Una nuova sezione tutta da esplorare che comincia con tanta STORIA
legata a San Valentino e continua con tante altre storie!
San Valentino 2017
Al Centro Sociale una bellissima mostra sulla Scuola a Bussolengo dagli inizi
fino a pochi decenni fa. Bravo Circolo Noi. Da vedere.
Collegati al sito della nostra Parrocchia.

Le confraternite, oltre i compiti accennati, dovevano svolgere anche quello di solennizzare tutte le feste della Madonna e di partecipare al miglior svolgimento delle feste delle altre Confraternite.
Il maggior impegno veniva affrontato ogni anno il 15 agosto, giorno della Madonna Assunta, festa principale della Confraternita.
 
Privi di una propria divisa, gli iscritti devono attendere il 31 luglio 1760 per ottenere, insieme alle Confraternite del Santissimo e del Rosario, il permesso del vescovo Nicola Antonio GIUSTINIANI di vestire durante le processioni la divisa cosi composta: "vestis talaris albe ex tela cum cappuccio ex lana rubri coloris" (veste talare bianca di lino o tela, rocchetto o mantella e cappuccio di lana rossa).
La Confraternita disponeva anche di un proprio stendardo e di un gonfalone del quale non ci sono stati tramandati i colori. Durante le processioni, dietro a questi ultimi simboli, dal 1760 i confratelli marciavano con il volto coperto dal cappuccio, accompagnati dai mazzieri con le mazze dorate.
Il prestigio di cui godeva, consentiva alla Confraternita della Beata Vergine Maria di raccogliere molte elemosine nelle proprie "casselle", piu' Legati, tante ordinazioni di messe ed uffizi, innumerevoli affitti e donazioni tanto da risultare, al momento della sua soppressione voluta dal Decreto napoleonico del 1806, accreditata di un patrimonio pari a 9878 lire in valuta di Milano: circa quattro volte superiore al capitale medio delle altre Confraternite. Subita la soppressione, non e' stata piu' ricostituita.
 
Nel periodo in esame è segnalata anche la presenza della Confraternita di San Rocco.
Pur non essendo annoverata tra quelle sopra descritte, questa confraternita nel 1529 doveva essere presente nella Pieve di Bussolengo in quanto superficialmente citata dal cancelliere al seguito di monsignor Gian Matteo GIBERTI impegnato, il 21 febbraio di quell'anno, in un primo giro di conoscenza nella diocesi.
Il cancelliere, redigendo un elenco di beni della diocesi, annota le varie chiese ignorando inspiegabilmente quella di San Rocco che non solo esiste, ma è perfino affrescata come attestano le date poste su alcuni dipinti murali tuttora leggibili: MCXI, MCII, MCIII.
Una negligenza (?) che l'inconsapevole cancelliere riscatta nello stendere l'inventario: tra le tante cose, descrive quattro calici di cui..."et unus alius societatis Sancti Rochi" (societas = confraternita). Purtroppo, del periodo in esame, della Confraternita di San Rocco non è dato sapere altro ma, ricordando l'altissima devozione di cui godeva questo Santo e facendo riferimento ai tanti artisti di grande valore chiamati ad affrescare gli interni della chiesetta, si è portati a dedurre che gli appartenenti alla Confraternita dovevano essere gli stessi che finanziavano i dipinti.
 
Le prime notizie riguardanti la Confraternita del Sacratissimo Rosario nella Pieve di Santa Maria Maggiore, risalgono al 1578 e sono dovute al vescovo Agostino VELIER che durante una visita a Bussolengo effettuata l'11 maggio, nota nella parrocchia ... "la Confraternita del Rosario ben governata".
 
Nella chiesa della Disciplina.
Delle tre confraternite, Corpo di Cristo, della Beata Vergine Maria e del Sacratissimo Rosario, non è dato conoscerne l'istituzione precisa anche se si può ipotizzare tranquillamente la loro nascita intorno alla metà del Cinquecento, mentre difficile si presenta la ricostruzione delle loro caratteristiche causa l'assenza di documentazione. A dire il vero esistono documenti, risalenti al 1597, sui quali vengono riportati elenchi di entrate, spese, locazioni, affitti, ma sono registri dai quali non è possibile ricavare il più piccolo e semplice accenno circa le loro attività spirituali e sociali fino a tutto il XVI secolo. Interessante e ricca si rivela la documentazione riferita ai due secoli successivi. Il documento più antico, datato 1692, riporta tra l'altro notizie di riunioni dei Reggenti normalmente svolte "nel loco solito della Disciplina".
 
Siamo nell'antica chiesetta della Disciplina, sede della Confraternita omonima. Lo spazio che veniva messo a disposizione delle nuove forme di aggregazione, probabilmente dovuto alla mancanza di locali nella parrocchia, accresceva con il tempo l'importante funzione dell'oratorio tanto da divenirne il fulcro delle attività pastorali della Pieve. Nella documentazione pervenutaci tra l'altro sono riportate notizie riguardanti le riunioni annuali che tutte e tre le confraternite effettuavano in questa chiesa il giorno dell'Epifania per il rinnovo delle cariche.
Tutte le cariche avevano validità un anno e nessuno poteva essere eletto due volte di seguito nella stessa congregazione, ma non era vietata l'elezione in un'altra. Fino alla metà del secolo XVII, gli eletti svolgevano attività amministrative, pratiche, economiche. La funzione spirituale ed istruttiva era demandata al prete libero d'ogni incombenza finanziaria. Per istituzione, ognuna di esse si presentava distinta dalle altre in quanto rappresentata da Reggenti, attività, festività e Santi propri, anche se alla fine si mostravano alquanto unite l'una all'altra evidenziando una unificazione di traguardi, di privilegi, di indulgenze. Praticamente una sorta di "aggregazione" che mostrava pure l'autorevole intervento dei vescovi e dei parroci nella loro gestione così come aveva indicato il Concilio di Trento.
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