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fino a pochi decenni fa. Bravo Circolo Noi. Da vedere.
Collegati al sito della nostra Parrocchia.
Di gran pregio è l'altare maggiore. Per illustrare quest'opera basta riportare uno scritto di don Giorgio che tanto amò questa chiesa:

Siamo arrivati nel cuore della chiesa di fronte a quello che da secoli si chiamava Altare Maggiore, oggi non più usato per le celebrazioni ma pur sempre un meraviglioso tabernacolo del Santissimo Sacramento. Questo altare è un vero gioiello sia per l'elegante forma con qualche elemento d'un sobrio barocco, sia ancora per il complesso degli intarsi marmorei dei vari colori. Molto bello è il baldacchino con colonne che sovrasta il tabernacolo. Non mancano piccole e ben disposte statuette di marmo, di angeli e santi, e in alto un Cristo risorto pure marmoreo che completa l'opera. L'autore, certo Francesco Zuliani da Torri, ha fatto un vero capolavoro che, a mio parere, è la cosa più bella che onora la chiesa di Santa Maria Maggiore. Porta la data 1769”.
 
A destra dell'altare maggiore, attraverso una porta, si accede nel “Logo dei Quaranta". Ricostruito ed ampliato nel 1717, come circa trecento anni orsono, questo locale è adibito quale Cappella dell'Eucarestia.
L'architetto della chiesa, sconosciuto, si muove nell'ambito della corrente che fa capo, nel veronese, all'opera teorica e pratica di Alessandro Pompei. Su questa linea operarono Adriano Cristofali, Ludovico Perini, Gerolamo Del Pozzo, Daniele Peracca, Luigi Trezza i quali portarono l'architettura di Verona dal Seicento fino alle soglie del Neoclassicismo.

Il campanile, inizialmente a due piani, non molto alto è un'antica torre con copertura a cuspide arrotondata. Nel 1888 l'architetto Giuseppe Rossignati presenta un progetto d'innalzamento: mantenendo il basamento iniziale, lo innalza di due piani alti quanto i primi e imposta la cella campanaria e la cuspide due piani più in alto.

Il progetto viene realizzato nel 1897: siamo di fronte ad un bel campanile alto più di 50 metri a pianta quadrata che richiama i campanili veneto-romanici del '200.
Nel 1974, per volere del parroco Guerrino Chiavelli, viene realizzato il progetto  dello  studio  Barbi  che  prevede  l'inserimento  di  un  corpo longitudinale ad aula al centro della parete settentrionale. Ortogonale alla chiesa, il nuovo corpo è in cemento armato a vista con copertura a due vele simmetriche, degradanti in altezza. Con questo intervento, il nuovo inserto viene ad essere il braccio longitudinale di una chiesa che assume la pianta a croce latina, di cui la vecchia chiesa diventa il transetto.

Torna a Santa Maria Maggiore.

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