I QUADRI IN SANTA  MARIA MAGGIORE RINNOVATA.
  
Bussolengo
Cenni di storia
(Vedi la relativa sezione)
 
LE TELE DI SANTA MARIA MAGGIORE
(dopo il rinnovo completato nel maggio del 2011. Vedi le tele appese prima)
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N. 1: MADONNA CON BAMBINO.
Dipinta nel 1715, Bartolomeo SIGNORINI inquesta tela ritrae la Madonna con sulle ginocchia il Bambino che tiene fra le mani uno scapolare. Accanto San Giuseppe e San Felice cappuccino. Sullo sfondo alcuni angeli.
 
N. 2: SANSONE E DALILA.
Sansone viene ritratto dormiente sulle ginocchia di Dalila intenta a tagliargli i capelli con l'aiuto di alcuni personaggi che l'ignoto autore preferisce tenere in ombra.
  
N. 3: MADONNA DEL ROSARIO.
Il dipinto risale al 1832 ed è opera di Domenico DALLA ROSA. La Madonna col Bambino  porge uno scapolare ad una orante (Paola Motta, committente dell'opera).
  
N. 4:TRASFIGURAZIONE DI GESU'.
In questa tela l'autore, ignoto, affida ad una nuvola il mistero della trasfigurazione di Gesù. Lasciati sulla terra Pietro, Giacomo e Giovanni, Gesù sale  in Cielo accolto da Mosè ed Elia.
  
N. 5: LAPIDAZIONE DI SANTO STEFANO.
Questo dipinto oltre a descrive il martirio del Santo, è anche documento storico in quanto  riporta, datandolo 1628, lo Stemma  del Comune. Committente dell'opera la comunità di Bussolengo. Non si conosce l'autore.



N. 6: GESU' SCACCIA  I MERCANTI DAL TEMPIO.
L'anonimo pittore in questa tela mette tutto il vasto repertorio tecnico che si apprendeva nelle accademie del Settecento. Bella la figura del Cristo e molto ben riuscita la donna inginocchiata.
 
N. 7: DAVIDE E ABIGAIL.
L'ignoto autore del Settecento ritrae Davide con corazza, mantello rosa e sciarpa azzurra. Il braccio sinistro appoggiato ad una spada, il destro sul fianco. Dietro, un armigero e un cane. Più in alto la testa di un cavallo. Abigail, genuflessa, veste di rosa con un manto azzurro e una grande sciarpa.
 
N. 8: ASSUNZIONE DELLA VERGINE.
Questo quadro, attribuito da qualcuno al BALESTRA, è di autore ignoto del settecento e coglie Maria nel momento in cui, sciolto ogni rapporto con la terra, è rapita dalle realtà celesti. Gli Apostoli, in basso, esprimono stupore; uno di loro è intento a raccogliere una fascia bianca: la cintola della Vergine? Nella tradizione la tela è detta “Madonna della Cintola” in quanto è credenza che la Madonna avrebbe lasciato la Sua cintola agli Apostoli.
 
N. 9: ESTER E ASSUERO.
Gli ultimi riflessi del '600 sul '700 sono espressi in questo quadro dove l'ignoto autore riesce a metter in risalto i colori pastosi e le ombre profonde.
Ester, in veste rosa e manto azzurro, è svenuta. Assuero riccamente vestito, va verso di lei mentre un servitore porta un vassoio di essenze affinché la regina si riprenda.
 
N. 10: SARA E TOBIA  (per alcuni “IL RIPUDIO DI AGAR”).
L'ignoto autore, dando plasticità alle figure, sviluppa sentimenti umani e naturalistici. Bel canto è quello dei colori che mettono in risalto le forme dei panneggi.

N. 11:ABRAMO CON I TRE PERSONAGGI.
Firmato Ant. CAVAGGIONI, il dipinto è la metafora dei grandi contrasti della civiltà seicentesca che si esprime quasi sempre attraverso un forte contrasto di ombre e luci. Tre uomini (Dio in tre persone) si sono seduti ad un tavolo su invito del patriarca. Sulla soglia Sara ride per aver udito che lei, vecchia, avrebbe avuto un figlio. Di ottima fattura da notare la luce proveniente dai personaggi che mette in ombra il resto.
 
N. 12:REBECCA E IL SERVO DI ABRAMO.
Felice BOSCAROTTI (1721-1807), autore del dipinto, è stato allievo del ROTARI. La sua opera è espressa tutta nella seconda parte del 700 avendo abbracciato il Rococò, il Neoclassicismo e l'800. Notare come i colori caldi e cupi, nella parte bassa del dipinto, fanno da piedistallo alla luminosa figura di Rebecca, mentre il paesaggio conferisce ariosità alla scena.
 
N. 13:  LA DANZA DI MIRIAM.
In questo dipinto del 700, l'ignoto autore rappresenta la sorella di Mosè nell'atto di danzare accompagnandosi con un tamburello, mentre altri personaggi sono in ginocchio o prostrati a terra: danza e preghiera rappresentano gioia e riconoscenza a Dio che li ha salvati nel passaggio del Mar Rosso. Sullo sfondo, carri e cavalli travolti dalle acque.
 
N. 14: GIAELE E SISARA.
Questo quadro del Settecento racconta probabilmente un episodio biblico tratto dal Libro dei Giudici: Giaele conficca il picchetto della tenda nella tempia di Sisara. L'autore, ignoto, è bravo a mettere in risalto l'antagonismo tra loro delle luci in una orchestrazione seicentesca.
 
N. 15: L'ULTIMA CENA.
Gesù sta impartendo l'Eucarestia; gli Apostoli, al Suo gesto, reagiscono in modi diversi: due sono in piedi, uno inginocchiato, un altro è prostrato, gli altri seduti.
Il restauro ha ridato freschezza e luminosità al dipinto del LANCENI (1660 - ?) che risente della sua formazione seicentesca: vedi le ampie zone scure che contrastano con le parti luminose.
In generale è da notare la “festosità” dell'opera e, in fondo, forse un po' dispersiva se messa in relazione al momento sacro dell'azione.
 
N. 16: L'ANNUNCIO DELLA NASCITA DI SANSONE.
Questo ignoto pittore del '700 è bravo a dare dinamismo alla sua opera attraverso il forte contrasto fra la figura chiara della donna e quella rosso scura di Manoach.

N. 17: MADONNA IN TRONO.
Opera di autore ignoto, questa tela rappresenta la Madonna in trono nell'atto di donare uno scapolare con la mano destra. Con il braccio sinistro sorregge il Bambino. Ai suoi piedi, Sant'Antonio, San Luigi e San Giuseppe.
 
N. 18: SACRA FAMIGLIA.
Questa tela con tondo superiore, rappresenta una serena  Sacra Famiglia in cammino protetta da Dio ritratto nell'atto di inviare lo Spirito Santo su di Essa. Al centro, il simbolo dell'Ostia raggiante. Autore ignoto.
 
N. 19: BATTESIMO DI GESU'.
Domenico DALLA ROSA dipinge questo quadro nel 1830. In esso è rappresentato il rito del Battesimo di Gesù per opera di San Giovanni. Fra i due, Giovanni Batta Crescenti committente del dipinto.
 
N. 20: SANSONE.
Questa tela molto probabilmente appartiene alla stessa mano che ha dipinto “Sansone e Dalila”. L'ignoto  autore “racconta” il momento in cui Sansone, armato di una mascella d'asino, combatte i suoi nemici.
 
N. 21: MADONNA COL BAMBINO.
Giovanni CAMUZZONI dipinge questo quadro nel 1635. La Madonna, circondata da angeli, è seduta su una nuvola con il Bambino in braccio. Sotto di Lei, in primo piano, San Carlo Borromeo e Vincenzo Ferrer.

LOGO DEI QUARANTA
Nel locale sono tre tele di autori ignoti dal chiaro significato eucaristico: il dono di sé che Cristo fa nel Sacramento dell'Eucarestia (IL SACRIFICIO D'ISACCO a dx.), la prefigurazione del cibo spirituale dal quale il popolo cristiano trae forza e unità (LA CADUTA DELLA MANNA sempre a dx.) e l'istituzione del Sacramento (L'ULTIMA CENA a sx.). Le tele sono ben leggibili. “La CADUTA DELLA MANNA”, di fattura modesta, risulta farraginosa e monotona. Una scritta informa di essere stata commissionata a proprie spese da Bartolomeo Motta nel 1725.
 
La  tela de “L'ULTIMA CENA”, anch'essa di modesta fattura, è del 1726 (committente Isidoro Nobile).
 
Nella parete della porta d'ingresso, in una nicchia, è una statua di San Rocco.

 

NOTA dell'Autore Aurelio Russo 
Tutte le notizie qui riportate sono state liberamente tratte da  “Bussolengo Immagini di Storia”, e da  documenti della Chiesa di SMM.

 

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