B U S S O L E N G O  tra
EDICOLE e PESCHI, AFFRESCHI e ULIVI,  
TABERNACOLI e VIGNETI
  
I   C A P I T E L L I
 
PREMESSA

Quando decisi d'imbarcarmi in questa impresa (suggeritami dalle tante passeggiate effettuate nel territorio di Bussolengo), ero convinto di dover lavorare su un progetto inedito ovvero pensavo di aver trovato l'esclusiva su un qualcosa che contribuiva a dare forza e carattere alla Storia di Bussolengo.

Una convinzione subito smentita fin dai primi approcci con il progetto stesso: man mano che raccoglievo materiale utile alla bisogna, sempre più montava in me la  consapevolezza di trovarmi su un terreno inflazionato.

Il calendario del 2004 edito dall'AVIS locale: un'opera in cui la dottoressa Anna Maria Racasi, cara amica oggi non più con noi, pubblica accanto ad ogni mese foto di capitelli (tratte dall'Archivio Storico del Comune) accompagnandoli con una descrizione storica.

La raccolta di giornali “Bussolengo prima pagina” pubblicata dal Centro Culturale Mons Bacilieri: tra questi, uno effettua un approfondimento sui capitelli sparsi sul nostro territorio e ne avvalora il lato storico inventariandoli, mappandoli.

Altri lavori inerenti mi vengono da “ Bussolengo immagini di storia” volume edito dal Comune di Bussolengo – Archivio Storico -; da foto e da archivi privati.

Scopro che anche Angelo Bacilieri, prete amatissimo dai bussolenghesi, ne parla nel suo “Bussolengo,  Appunti monografici”.

L'impulso mi dice di lasciar perdere: a chi può mai interessare una “minestra riscaldata”? Chiudo quanto raccolto in uno scatolone, torno alle mie passeggiate.

Guardo la gente che pratica lo sport “del camminare” specialmente nei fini settimana, rifletto e ci ripenso: la ragione di essere del mio progetto è nel trekking ed è proprio in questo tipo di attività popolare che il mio lavoro deve trovare il suo giusto spazio.  

Mi impegno  nel  recupero  di  sentieri  un  tempo attraversati da viandanti che con il loro spostarsi da un luogo all'altro contribuirono a “segnare” percorsi “verdi” e, considerati gli interessanti risultati ottenuti, decido di proporli quali “itinerari dello svago o, se si preferisce, della salute”.

Itinerari aperti a pedoni e/o a ciclisti in quanto sono percorsi serpeggianti in un contesto paesaggistico idoneo a far conoscere a fondo e senza troppo sforzo, un altro aspetto inedito di ecosistemi paesaggistici.

Passeggiate/biciclettate che uniscono presente-passato in un ripercorrere di attività rurali, industriali ed agricole del territorio offrendo una varietà di scoperte, ma anche implicando qualcosa di fisico. Un muoversi da dedicare alla scoperta romantica di storie tramandate a noi attraverso capitelli, nicchie, tabernacoli ed affreschi che racchiudono tanti segreti nei bellissimi luoghi che dalle colline moreniche scendono fino all'Adige.

La via verde dell'imponente Forte di Pastrengo che immerge nella faccia rurale del territorio; la strada della Centrale (Enel) che fa correre il pensiero a lontane attività, come quella della filanda, affondanti il loro essere, la loro linfa nei morari (gelsi); le vie dei principali canali che intricano l'animo con quel loro intersecarsi e a quell'unirsi tra loro grazie agli innumerevoli e caratteristici ponticelli.

Un territorio dai tanti percorsi, un territorio veramente degno di essere scoperto per gli angoli naturali  e per tutti quei resti antichi che raccontano una Storia, scritta, ma mai approfondita, intensamente vissuta dai nostri predecessori.

La premessa in verità vuol essere un invito a prendere coscienza di tali realtà, è una preghiera a lasciare in garage l'auto, è uno sprone ad indossare scarpe morbide, a controllare le nostre biciclette e...  via!  

Viviamo una contrada (la nostra) che merita di essere goduta passo dopo passo, in silenzio, accompagnati soltanto dal rumore del nostro camminare o dal leggero stridore del tubolare.               

                                                                                        Aurelio


TABERNACOLI - EDICOLE - AFFRESCHI - C A P I T E L L I 
 
COSA DICE IL VOCABOLARIO
  • CAPITELLO. Dal latino capitellum, con la base, costituisce il completamento della colonna. L'insieme (base, colonna e capitello) è idoneo a sorreggere il peso dei muri, archi, volte. Il capitello, come la colonna, è impiegato anche come elemento decorativo con funzioni di monumento onorario o commemorativo.
  • EDICOLA. Dal latino aedicula,tempietto per lo più con una statua nel mezzo.
  • NICCHIA. Incavo nei muri, colonne o similari per esporre statue, affreschi ecc.
  • TABERNACOLO. Dal latino tabernaculum, la tenda sotto la quale gli Ebrei custodivano l'Arca Santa durante la permanenza nel deserto; e poi la parte del tempio in cui era riposta l'Arca. Cappelletta lungo le strade con un'immagine sacra. Ciborio. (per estensione) Edificio a forma di tabernacolo. Presso i Romani, tempietto, tenda, padiglione. Maestà, nicchia.
COSA DICE LA STORIA
Comunemente vengono definiti CAPITELLI tutte quelle piccole  costruzioni  poste all'esterno degli edifici, ai crocevia, in punti particolari della campagna o lungo i sentieri montani. Approfondendo, nulla vieta di inserire in questa  “classe”, gli affreschi murali, le croci e le statue che rappresentano il Cristo, la Madonna e i Santi.
Fin dalla loro apparizione, queste costruzioni, nella forma richiamano alla mente un tempio. Numerosi esempi di  capitelli si trovano nelle pitture parietali di Ercolano e di Pompei. 
La radice della loro espansione si deve alla loro utilizzazione quale espressione di religiosità ai tempi del Medio Evo, così come racconta Mons. Angelo Bacilieri nella sua opera “Bussolengo – Appunti monografici”: “ ...i capitelli, le pitture, le edicole ecc. rappresentano la testimonianza della fede e della religiosità dei nostri avi fin dal Medio Evo”.
Questa necessità del popolo di “esportare” dalle case le immagini, le pitture e le statue sacre esponendoli sulle facciate delle abitazioni, agli angoli delle strade e nelle campagne nacque  quale risposta agli eretici di Paterni (siamo intorno al 1200) che “.. spargevano diversi errori intorno a Maria SS., a S. Pietro, ecc. ...” (Bacilieri) e l'usanza di erigere le particolari costruzioni servì non solo a ribadire e a perpetuare la fede dei nostri predecessori, ma nel contempo divenne promotrice della scultura, dell'architettura, della pittura, del buon gusto.
Di riflesso, essendo queste strutture costantemente illuminate da lampade votive, va rimarcata la loro positività a favore della sicurezza, in quanto utili non solo quale fonte di luce per il paese, ma anche per il viandante. Nel buio della notte, oltre ad esser letti quali ex-voto, i capitelli vanno  interpretati come fonti di  luce  di  riferimento  per  il  viandante  che,  grazie   a   questi “fari” sparsi sul territorio, riesce   ad orizzontarsi.
Molti capitelli sono giunti ai nostri giorni e continuano a “vivere” con le loro lampade e ceri votivi accesi, grazie ai tanti fedeli che fanno loro l'impegno di immortalarne l'usanza animando, in vari periodi dell'anno, questi luoghi con celebrazioni di funzioni sacre come la recita del Santo Rosario, la rappresentazione della Via Crucis, ...
Nel loro insieme, queste “attivazioni saltuarie” conferiscono al capitello “l'espressione della pietà popolare” (definizione di Papa Paolo VI) e, quali testimonianze di ieri, “scrivono” la Storia rendendoci edotti su un fenomeno che, accolto con entusiasmo nelle tradizioni contadine, si sviluppò senza resistenze fra la gente devota e d'animo semplice.
Come per tante altre località, le testimonianze sparse nel nostro territorio sono molte e tanto significative da meritare una fotografia accompagnata da nota descrittiva e le passeggiate, che qui si suggeriscono, per riscoprirle ...

 
 I T I N E R A R IITINERARI

   uno         Il centro

Ritrovo in Piazza XXVI Aprile.

(1) (2) Via Piorta, - (3) Piazzetta S. Gaetano,  (4) Via Citella -  indietro –  Via Citella - Via Santa Maria – Vicolo Santa Maria – (5) Via Mazzini – Piazza Libertà – Piazza della Vittoria – Lungomonte Graziani – (6) Via Azzolini – Via Roma – Corte Lorenzon -   Viale Foro Boario – (7) Via Betteloni – Via Da Vinci – Via De Gasperi – Via Borghetto – Piazza XXVI Aprile.

due          A Ovest

Ritrovo slargo di Via Marconi/incrocio Viale Foro Boario.

 (8) Via Marconi – Via Roma – Via Pastrengo – Via Aurora – (9) Località Pigno -  Località Colombara dei Monti – Località Girelli –  (10) Via San Salvar – (11) Angolo via San Salvar/Strada del Cristo - (12) Inoltrarsi nella Strada del Cristo circa 200 metri – tornare sulla via San Salvar - Slargo di Via Marconi.

tre           A Est

Ritrovo piazzale antistante ingresso centrale del Cimitero. 

Loc. Montegaletto – Loc. Mastella - Via Piemonte – (13) (14) Piazza Donatori di Sangue – Via Piemonte – (15)  pressi di Via Lazio – (16) Via Lazio in fondo – indietro -  (17) Via Giovanni Battista Dalla Riva –  (18) Loc.  Colombara di San Vito  – Via Piemonte – Loc. Mastella  - Loc. Montegaletto - Piazzale antistante ingresso centrale del Cimitero.

quattro           A Sud

Ritrovo piazzale antistante scuola A. Moro.

Strada San Vittore – Loc. Penezie – Loc. Tezza Motta – (19) Loc. Cioi – Loc. Can del Pantan – Via Molinara -  SR 11 – (20) Loc. Crocioni – (21) Loc. Ferlina –  (22) Loc.Madonnina-Murla – Loc. Ca' di Mezzo - (23) Loc. Zamboni – Via degli Scaligeri – Via Marmolada – (24) Via Tonale – Via Monte Sabotino – Piazzale antistante scuola A. Moro.


Il CENTRO

Via Piorta
(1) Proprio all'inizio della via, sul muro di una casa, è l'affresco della Madonna in Trono con Bambino sulle ginocchia. La Madonna è ritratta nell'atto di tendere, con la mano sinistra  uno scapolare verso un ipotetico viandante. Alle spalle, una parete dipinta di blu cielo costellata di stelle con  bifora dalla quale si intravede un paesaggio rurale. 
 01 MadonnaInTrono
  (1) Madonna in Trono

(2) La nicchia (mt. 1,10x0,50) è stata qui posta circa sessantanni or sono proveniente da una nicchia della facciata del Municipio dominante piazza XXVI Aprile. Essa contiene una statua lignea di San Rocco donata dal Comune nel 1922. Il Santo è riprodotto secondo tradizione: capo scoperto, cappello sulle spalle, lunga barba e baffi, due conchiglie sulle spalle, sopra la pellegrina e il bordone con la fiasca appesa. Al fianco il cane con un pane in bocca. Il culto di questo Santo, protettore degli appestati, (più in generale, dei contagiati, dei farmacisti, dei becchini; in alcuni paesi anche protettore dei lavoratori delle pelli), è forte nella nostra provincia ed è suffragato da altre testimonianze.  Nel giorno della sua festa, 16 agosto, si svolgeva un'interessante fiera degli asini. 
02 SanRocco(2) San Rocco

Piazza S. Gaetano - via Citella
(3) La statua in gesso rappresentante San Gaetano con il Bambino, è collocata in una nicchia di mt. 1,60x0,60. Il Santo è in veste talare con diadema. Oggetto di cura e di vivo culto da parte degli abitanti del rione, risulta essere il capitello meglio conservato del paese. Sotto il davanzale della nicchia, un marmo rettangolare con fessura per l'elemosina che, vista la posizione, è testimone dello spostamento del capitello causa la ristrutturazione della casa che l'ospita.

03 SanGaetano
 (3) San Gaetano
  
(4) Incastonata a sinistra del portale d'ingresso di Villa Spinola, questa nicchia custodisce una tavoletta cm. 20x40 raffigurante (secondo alcuni) un Cristo a mezzo busto. Con un'osservazione più attenta, forte è il richiamo  “Cristo Passo” rappresentato nel quadro appeso sulla parete di destra -entrando dalla parte nuova- della parrocchia di SMM. Malgrado il degrado in cui versa il manufatto, non è difficile individuare sia il Cristo della Passione che la tomba scoperchiata.
04 CristoPasso
 (4) Cristo Passo   

Via Mazzini
(5) Questa nicchia maestosamente incorniciata e protetta da una portella in vetro, è incastonata in un muro di via Mazzini e contiene una statua tutta bianca raffigurante una Madonna con Bambino in braccio. Il fondale dipinto,in blu intenso trapuntato di stelle, dona un appropriato risalto alle figure.   Sia la Madonna che il Bambino portano in testa corone dorate.
05 MadonnaIncoronata
 (5)  Madonna Incoronata

(6) Di recente costruzione, questo capitello è stato eretto per ricordare un bassorilievo incastonato in un muro di cinta esistente nei pressi. A seguito della demolizione, del muro è rimasta una minima testimonianza,  dell'icona non si hanno notizie certe. Il capitello, in stile moderno, consiste in tre lastroni di pietra (due grezze semi curve ed una levigata) posizionati a ”cuneo” e poggiati su una pietra circolare. Sulla lastra frontale del manufatto, è incastonato un quadro rappresentante un mezzo busto della Madonna con in braccio il bambino Gesù.
06 IconaDellaMadonna
(6)  Icona della Madonna

Piazzetta di via Betteloni
(7) Fino agli anni Ottanta all'angolo di via Betteloni/via Leonardo da Vinci, questo capitello è stato demolito per essere ricostruito nella piazzetta, nata proprio di fronte all'antica posizione. La nuova struttura, giudicata troppo futuristica dagli abitanti del posto, ospita l'antico bassorilievo (primi Novecento) in marmo rosso di Verona raffigurante una Pietà dai toni drammatici. L'icona è protetta da una pregevole grata in ferro battuto. Il capitello è noto come: “MADONNA DELE STRADELE”. Nel mese di settembre, i fedeli del luogo, celebrano una festa.
07 MadonaDelleStradele
(7) Madonna dele Stradele

AD  OVEST  DI  BUSSOLENGO 
  
Viale Boario/ via Marconi
(8) Il capitello, pretenzioso nel suo essere (mt. 1,70x3,30x0,80), non  riesce a dare la giusta luce alla nicchia che contiene, causa la mano di bianco data a tutta la facciata. Al centro della struttura, una finestra ad arco fa da cornice ad un bassorilievo in pietra bianca rappresentante la Sacra Famiglia. L'opera, messa in risalto dal fondale azzurro, è di pregevole fattura, ma purtroppo appare “appesantita” dalla grata in ferro posta a protezione. Il capitello, una volta custode di un affresco, è ben conservato.
08 LaSacraFamiglia
(8) La Sacra Famiglia
Località Pigno
(9) Questo manufatto ricorda in toto il classico capitello ad edicola e si erge sulla parte alta del paese (via Aurora). Il frontone, a triangolo, alla sommità porta una croce. Nella nicchia mani ignote hanno posto un'icona della Madonna del Perpetuo Soccorso e una Madonna in gesso, ma il capitello all'origine ospitava semplicemente l'esistente Crocifisso in legno ancora oggi molto venerato dai fedeli del luogo.
09 CrocifissoInLegno
(9)  Crocifisso in legno

Via San Salvar
(10) All'altezza dell'ingresso della Centrale Elettrica di via San Salvar, proseguendo verso il centro di Busssolengo, sulla sinistra troviamo un altro manufatto dedicato a San Rocco. Costruito da Antolini Luigi per ringraziare il Santo, “intervenuto in sua difesa durante una rapina”, il capitello contiene una statua  in pietra serena(*) dipinta, mentre il tetto è costituito da due lastroni spioventi. Le scritte incise, indicano l'età  dell'opera (1898) e riportano la frase “100 giorni di indulgenza a chi reciterà un Gloria – Cardinale Canossa”.
 10 SanRocco
(10)  San Rocco
(*) la pietra serena è una pietra arenaria di colore grigio utilizzata in architettura e nella scultura. La sua composizione (tessitura) è granulosamente omogenea con puntini lucenti dovuti alla presenza di mica.

 

(11) Incastonato in un muro in mattoni a vista, questo capitello si trova all'incrocio di via San Salvar con la Strada del Cristo. In esso è alloggiato un bassorilievo in pietra calcare bianca raffigurante il Crocifisso ai piedi del quale  due frati (riconoscibili quali appartenenti all'Ordine Francescano e Domenicano), in ginocchio, pregano guardando il corpo del Cristo. Sotto, è incisa la scritta “MATTIO DANESE L'ANNO 1676”, ma non si può essere certi sull'esattezza della data in quanto la zona del “7” risulta scheggiata.
11 CrocifissoConSanti
(11)  Crocifisso con Santi
Strada del Cristo
(12) Lasciato il capitello del “Danese”, sulla Strada del Cristo  a circa 200 metri, è un Capitello in mattoni “poggiato” su un basamento squadrato. La nicchia ospita un affresco murale ove campeggia il Crocifisso con ai piedi le Pie Donne che pregano: una in ginocchio, l'altra in piedi. Lo sfondo del dipinto è azzurro chiaro. L'edicola, forse per rallentarne il decadimento, è stata chiusa con  una vetrata. Anche qui, il tetto è costituito da due lastroni di pietra spioventi e, sotto la piccola gronda in testa al capitello, erano scritte due parole delle quali, oggi, è possibile leggere soltanto quella di destra: “MISERICORDIA”. 
12 Crocifissione
12) Crocifissione

AD  EST  DI  BUSSOLENGO
  
Piazza Donatori di Sangue
(13) Questo capitello, di recente costruzione (1970) è posto all'angolo della vecchia Chiesa del luogo in piazza Donatori di Sangue. Nella nicchia, dedicata a San Vito, si ammira una lamina dipinta a colori ad olio dai toni blu e grigi in cui si rappresenta il Santo con aureola nell'atto di “spingere” verso l'alto, con  la mano destra,  un Crocifisso. Le figure di due cani completano la tavola.
13 CapitelloSanVito
(13)  Capitello di San Vito
 
(14) Alle spalle del capitello di San Vito, incastonata nella parete di una casa privata, è la nicchia di San Rocco. La statua in pietra, rispetta tutti i “segni” del Santo. La data del suo insediamento risale al 1903, anno in cui “S.E. IL CARDINALE BACILIERI CONCEDE 100 GIORNI DI INDULGENZA A CHI RECITA UN PATER – AVE - GLORIA” come testimonia il marmo ai piedi della statua.
14 SanRocco
(14)  San Rocco
Via Piemonte
(15) Subito dopo via Lazio, all'inizio di un vecchio muro di cinta che costeggia la strada, troneggia una Deposizione posta in una nicchia.  La Madonna, vestita di manto marrone con velo azzurro, addolorata tiene sulle ginocchia il Cristo ignudo appena deposto dalla croce. La nicchia protetta da due lastroni spioventi che fungono da tetto, malgrado lo stato precario in cui versa, riesce a partecipare in quanti la visitano una certa commozione.
15 Deposizione
(15)  Deposizione
Via Lazio
(16) In fondo a via Lazio, sulla fiancata destra della chiesa di San Giovanni, è una nicchia con affresco riproducente una Madonna che sorregge, con il braccio destro, il Bambino stretto a Lei in un affettuoso abbraccio. Nella mano sinistra la Madonna tiene un libro L'affresco sembra uscire da una coppa piena di piante e fiori. I colori, tradizionali, conservano ancora una certa intensità, mentre lascia un po' a desiderare la sua manutenzione.
16 MadonnaConLibro 
(16)  Madonna con libro
Località Colombara di San Vito
(17) Questo capitello “grotta”, che si trova in punto in cui la strada della Colombara si allarga formando dinanzi ad alcune case uno spiazzo all'ombra di un grande pino, è stato eretto circa ottanta anni dagli abitanti del luogo in ricordo della sosta fatta in questo luogo dalla Madonna della Corona Pellegrina. In esso è la statua di Maria Immacolata di Lourdes. Ancora oggi, nel mese di maggio, i locali usano riunirsi qui per la recita del Santo Rosario. Si dice che originariamente il capitello oltre alla statua della Madonna aveva anche quella di Bernadette andata inseguito distrutta.
17 MadonnaDiLourdes
(17) Madonna di Lourdes
Località Vallaon
(18) Questo affresco è posto su un muro di cinta che forma un crocicchio nella strada della Colombara di San Vito nei pressi di località Vallaon, raffigura il Cristo crocefisso con ai piedi le Pie Donne in preghiera.  Il dipinto, cm. 90x110, a colori, è tipico dei capitelli rurali. Restaurato in tempi recenti, secondo testimonianze dei residentiè presente in zona fin dagli inizi del novecento.
18 CrocifissoEPieDonne
(18) Crocifisso e le Pie Donne

A SUD DI BUSSOLENGO.

Località Cioi

(19) Il capitello, dalla costruzione a capanna e restaurato nell'ottobre del 1987, ospita un affresco della Madonna in trono  con il Bambino in braccio. La cupoletta superiore sovrasta una struttura molto ben conservata che misura cm. 240 x 175 profondità 120. La nicchia interna è protetta da una porta in ferro battuto.
19 MadonnaConBambino
(19)  Madonna con Bambino
Località Crocioni
(20) Situato sulla SS 11 che da Verona porta a Peschiera, questo capitello ha una forma cilindrica apparentemente piantato per terra. Sovrastato da una cupoletta, nella nicchia è una Madonna rappresentata in modo tradizionale: veste bianca, cinta azzurra, candido velo. Fra le mani la Madonna ha un rosario, mentre ai suoi piedi sono delle rose.
20 Madonna
 (20)   Madonna
Località Ferlina
(21) Capitello “gemello”  del precedente, è arricchito di un piedistallo di forma quadrata con tre gradini di accesso.  Sormontato da cupoletta, nella nicchia si poteva ammirare fino a poco tempo fa, una statuetta della Madonna in gesso. L'interno della nicchia è dipinto di rosa. Nella parte inferiore una targa in marmo nella quale è scritto: “SAN FRANCESCO BENEDICI, PROTEGGI, SALVA LA NOSTRA ITALIA”.
21 Madonna
(21)  Madonna
Località Madonnina - Murla
(22) Sulla pietra di volta è riportata la data “Ottobre 1731” a significare che ci troviamo di fronte ad uno fra i più antichi capitelli di Bussolengo. Molto significativa la scultura in esso custodita: la Madonna ha in braccio il Bambino che tende il rosario alle anime del Purgatorio. Le anime, scolpite nell'atto di tendere le mani verso l'alto, sono  dolenti ed imploranti. Una di queste riesce ad afferrare il crocifisso del rosario, ad intendere la fine della sua espiazione.  Una  rappresentazione   che   si  interpreta  nel  significato  della iscrizione  “Indulgenza  di 40 giorni a chi recita una Ave Maria, concessa dal Cardinale Luigi di Canossa, Vescovo di Verona” incisa su una lastra di marmo posta ai piedi dell'edicola (anno 1885). La nicchia è protetta da una cancellata in ferro.
22 MadonnaDelRosario
(22)  Madonna del Rosario
Località Zambon
(23) Questa struttura, cm. 370x158 e profondità 160, di semplice fattura presenta alcuni elementi classici sobriamente espressi, custodisce nella sua nicchia dipinta originariamente di azzurro una statua in gesso della Madonna con Bambino posta su un piedistallo e protetta da un vetro. Il capitello è stato costruito quale ex-voto dai locali per aver visto tornare sani e salvi dalla guerra i propri cari. La Madonna vestita di rosa e d'azzurro, regge un rosario. Sia sul fronte del capitello che sul piedistallo è la scritta “Ave Maria”
Fonti locali raccontano che l'attuale statua sostituisce l'originale in materiale ligneo andata rubata. In basso, il capitello mostra un davanzale in marmo sotto il quale, al centro, è la feritoia per le offerte.
23 MadonnaConRosario
(23)   Madonna con Rosario
Via Tonale
(24) Situato all'interno del cortile esistente fra i nr. Civici 21 e 23 della via, questo  capitello  vive ancora la tradizione di vederriunita la gente  del posto durante le sere del mese di maggio per la recita del rosario. Costruito a “grotta” questo manufatto offre riparo ad una Madonnina vestita di azzurro con manto bianco. Ha le mani giunte, lo sguardo rivolto ai fedeli, porta al braccio destro un rosario. Sopra la cupola è una piccola statua di San Pio da Pietralcina.
24 Madonna
(24)  Madonna

 
Non c'è dubbio che fuori dai percorsi suggeriti si possono incontrare tante altre opere più o meno importanti al pari di quelle già menzionate, come gli affreschi di via Roma (inizio) e via Mazzini (angolo via Citella), la nicchia di Sant'Antonio (piazza della Libertà), la Grotta di Lourdes (c/o la torre dell'acquedotto), il capitello presso la scuola materna Bacilieri, il bassorilievo in marmo (località Colombara del Monte); le Croci di località Valpanin, di piazza Nuova, di via Molinara (inizio), di loc. Murla (Monumento delle Quattro Gambe); la statua di San Francesco in via S. Maria, la statua dell'Immacolata in piazza XXVI Aprile, l'affresco in una delle case di via Molini e tanti altri capitelli, nicchie, affreschi e tabernacoli ospiti in bella mostra di molti giardini o di particolari angoli (forse un po' troppo dimenticati) del nostro territorio.
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Per l'elaborazione di questo quaderno sono state consultate le sottonotate fonti letterarie:

  •  “Bussolengo Prima Pagina”;
  •  “Archivio Storico del Comune”;
  •  “Bussolengo Appunti monografici di Mons. Angelo Bacilieri;
  •  “Bussolengo, Immagini di Storia”;
  •  “Archivi privati” di persone che hanno contribuito nella ricerca.

Gennaio 2011                                                                                                                                                                Aurelio Russo