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Un nome, una garanzia; la Peride.

Prendendo a prestito lo slogan di un noto spot televisivo, di lei si potrebbe tranquillamente dire: se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

Peride Laurini, di Tertulliano e Teresina, per tutti la Peride, a Bussolengo non è una commerciante qualunque, è quasi un'istituzione, sicuramente un'autorità ovunque si parli di cerniere, elastici, bottoni e di varia merceria discorrendo.

Di lei dicono che abbia ereditato tutto dai suoi genitori, gente estrosa, intelligente, allo stesso tempo bonaria e irascibile e un po' lunatica, i Laurini; e chi può affermare il contrario?

Via, anzi, Corso Mazzini, il numero non serve, tutti sanno dove si trova il negozio, un'insegna nera con le scritte dorate come usava una volta: Merceria Laurini: questo è il suo regno. Sicuramente a Bussolengo non esiste un negozio che assomigli più di questo alla descrizione di quelli di una volta, dove si trovava di tutto, che resistono ancora in qualche paesino,

La Peride, tranne cibo e giornali, ha di tutto e lo dice lei stessa a qualche cliente troppo esigente: «Chi dentro ghe de tuto, basta averghe la pasiensa de aspetàr».

Dicevamo del negozio: subito colpisce il lunghissimo bancone, il ponte di comando; poi, per terra in ordine sparso i giocattoli e infine la vera caratteristica del locale: tre pareti piene di scatole, scatolette, valige, tutte apparentemente uguali, tra le quali chiunque si perderebbe; chiunque, ma non l'esperta Peride con le sue targhette segnaletiche, tanto utili quanto divertenti per qualche doppia che si è persa o qualche zeta senza spigoli...

Infine c'è un «coso» grigio, con le lucine verdi, oggetto ogni giorno di ogni genere di insulti: il registratore di cassa. Non è vero, Peride, che i conti riuscivano meglio sulla carta da pacchi?

Ricordo ancora i primi approcci col terribile aggeggio e le... tenere reazioni quando le si faceva notare che il conto ammontava a mille lire e non a un milione.

Non capisco perché parlo al passato: in fondo la Peride è sempre la stessa; quando si entra è sempre possibile farsi quattro risate (ma senza farsi notare) per qualche battibecco o polemica in corso; una Peride taciturna non sarebbe la Peride, ma una controfigura: per questo c'è sempre chi la stuzzica.

Chi invece non avesse voglia di farlo, avrà sempre modo di capire subito con chi ha a che fare e come la pensa: cartelli a messaggio variabile corredati di foto spiegano il Peride- pensiero; così, nella sua personalissima hit-parade, la Peride mette prima alla gogna i «ladri e magnaroni» di Tangentopoli, poi inneggia al Duce e alla Thatcher.„ e chi ha orecchie per intendere...

Con questo speriamo di avervi fatto capire perché consideriamo la Peride una leggenda metropolitana vivente; a quei pochi che avessero qualche dubbio residuo un bel: «provare per credere» non lo toglie proprio nessuno.
N.L.
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